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T’amo pio bove e TVB tenace asino 30 aprile 2006

Posted by Lorenzo in Uncategorized.
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Questo blog si schiera dalla parte del bue e dell’asino, senza se, senza ma e pure senza forse.

Questi nobili animali, oltre che a svolgere una meritoria funzione, sono anche dei simboli. Come non pensare infatti alla loro utilità durante la nascita del Profeta venerato da almeno un miliardo di persone del nostro pianeta?

E’ anche vero che questi due animali, se messi insieme, possono fare pure un po’ di polemica, poiché, si sa, il bue ama dare del cornuto all’asino, non considerando che si ritrova in testa due corna simili a zanne d’elefante. A discolpa del bue, va detto che nessuno cerca di interpretare ciò che dice all’asino, magari la signora asina si sollazza con altri asini amici del legittimo consorte e il bue glielo fa notare, anche se in modo sicuramente poco elegante. Ma in fondo, si tratta di una polemica bonaria, che ha a che fare con la vita privata dei due animali.

Noi uomini, abbiamo invece dato a quest’affermazione del bue un’interpretazione di comodo, che metterebbe in cattiva luce una supposta incoerenza del bue, e ce ne siamo appropriati coniando la famosa accusa “Sei come il bue che dà del cornuto all’asino”, per indicare una persona che rimprovera un proprio difetto ad un’altra persona.

Ora però si sta esagerando, e la colpa è (come per tutto) dei politici. Ormai i politici, più che “professionisti della politica” (per chi non se ne fosse reso conto, si tratta di una citazione), si stanno trasformando in professionisti del “buoismo accusante l’asino”, infatti, non passa giorno che un politico (appartenente ad un partito a scelta) non faccia un’accusa alla controparte che non gli possa essere tranquillamente rivolta contro. Questa cosa è gravemente lesiva dell’immagine del bue e dell’asino, che, con quest’andazzo, verranno irrimediabilmente associati nell’immaginario popolare ai polemici politici del nostro Parlamento.

E’ ora di finirla! Dobbiamo assolutamente fare in modo che il bue e l’asino non abbiano a soffrirne. Come? Cambiando quest’assurdo stato di cose. Il bue e l’asino devono essere associati solamente alla grotta di Betlemme, e a nient’altro. Per fare questo, bisogna trovare una metafora sostitutiva di quella ormai inadeguata che fa riferimento ai due simpatici animali. Al posto de “il bue che dà il cornuto all’asino” io ho pensato a “il politico che dà del politico al politico”, ma si accettano proposte.

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L’aria del Califfo 28 aprile 2006

Posted by Lorenzo in Uncategorized.
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Ho visto da poco la puntata di Striscia la notizia, e mi è capitato di vedere, anzi, di sentire una cosa davvero sconcertante.

Striscia la notizia ha una rubrica chiamata “I nuovi mostri”, in cui vengono illustrate le “mostruosità” televisive della settimana, o del mese, non so. Comunque, in questa rubrica, al primo posto (e vorrei vedere) c’è Franco Califano, che in questo periodo partecipa al reality show “Music Farm”, di cui sono state mostrate alcune prodezze.

Prima prodezza: siamo di notte, con la telecamera che inquadra tre cantanti (o presunti tali, non seguendo Music Farm non so se meritino la definizione) mentre dormono. Una persona normale non si sognerebbe mai di guardare una roba del genere, ma poi, si vede il Califfo che, rigirandosi nel letto, cade rumorosamente al suolo… scena aberrante, ma che almeno giustifica l’altrimenti inutile trasmissione di quel momento.

Seconda prodezza: il Califfo è seduto davanti ad un tavolino su cui c’è una tazza con un liquido sconosciuto (una tisana o un the), che essendo bollente, va raffreddato. Il nostro non trova di meglio da fare che raffreddare la bevanda con un ventilatorino portatile legato al collo, peccato che la corda sia corta e che il Califfo, sporgendosi, cada di nuovo goffamente per terra rischiando di travolgere anche il tavolino, che per (s)fortuna ha resistito.

Terza prodezza: sono le quattro di notte, e vediamo di nuovo l’inquadratura in camera da letto. Stavolta però i reclusi sono svegli, e per allietarli, il Califfo pensa bene di intrattenere i compagni con un’aria, breve ma intensa… peccato però che l’aria non fuoriesca dalla bocca bensì da un orifizio posto in un’altra zona del corpo, per cui non è necessaria l’intonazione.

Sono cose che dovrebbero essere mandate in onda solamente dopo un adeguato avvertimento al pubblico a casa.

Scendo in campo 28 aprile 2006

Posted by Lorenzo in Uncategorized.
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Ho appena letto su Repubblica che Franco Marini non ce l’ha fatta a diventare Presidente del Senato al primo scrutinio. Doveva ottenere 162 voti e invece ne ha ottenuti 160. La colpa è stata di 5 senatori che hanno lasciato la scheda bianca e di 3 senatori che invece hanno votato in modo sbagliato invalidando la scheda. In particolare:

uno/a ha votato per “Mariti”
uno/a ha votato per “Franco Marino”
uno/a ha votato per “Marini 9-4-33”

A questo punto, penso proprio di avere tutte le carte in regola per scendere in campo. Se mai ci dovessi riuscire, prometto fin d’ora il massimo impegno per identificare i tre senatori (o senatrici) che hanno scritto quelle castronerie per affidare loro la continuazione di questo blog. Io non avrei più tempo, in quell’ambiente la mia capacità di dire stupidaggini sarebbe assorbita al massimo.

Maledetti trackback! 27 aprile 2006

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Ho sudato sette camicie per abilitare i trackback sul blog.

Per abilitare i trackback su Blogger (che non prevede questo meccanismo), mi sono iscritto a Haloscan, che permette appunto, tramite una procedura semi-automatica, di abilitare i trackback su piattaforme che non prevedono l’utilizzo di questo strumento. Tralasciando quanto sia poco automatica la procedura (in ogni caso il tempo perso per sopperire alla mancanza di automaticità di Haloscan è stato minimo), il grosso problema è stato che, dopo aver abilitato i trackback, Haloscan abilita anche un suo meccanismo per i commenti… cosa che non mi aggrada per nulla, i commenti li voglio gestire a modo mio, e Blogger, seppur in modo non molto evoluto, permette di farlo.

Per fortuna, mi ero saggiamente fatto un backup del modello originario (quello antecedente all’abilitazione con Haloscan), per cui, con un po’ di intuito, un po’ di prove, ed il tocco magico di qualche gagliarda imprecazione, sono riuscito ad avere una personalizzazione che mi soddisfa, con i commenti gestibili da Blogger e i trackback su Haloscan, raggiungibile direttamente dal mio blog.

Sono soddisfazioni!

Orologio bloggogico 27 aprile 2006

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Finora, senza volere, ho scritto tutti i miei post nella prima mezz’ora dell’ora in cui sto scrivendo… ho notato questa cosa ora, e mi sto affrettando a scrivere questo post in modo da infrangere il tabù.

Perdonate la fretta.

La depressione del blogger 27 aprile 2006

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Penso sia capitato a tutti di sentirsi frustrati quando ti accorgi che qualcuno sa fare una cosa molto meglio di te. Più questa cosa ti appassiona, maggiore è il senso di frustrazione. Se questa cosa fosse vera sempre, Gattuso, essendosi confrontato ieri sera con Ronaldinho, dovrebbe essere sull’orlo del suicidio.

Io ho aperto questo blog sostanzialmente per raccontare sciocchezze, che mi passano per la testa con notevole frequenza, anche se di fatto non ho idea della qualità delle mie sciocchezze. Una cosa però è certa, certi pubblicitari (di cui ignoro l’identità) hanno un talento visionario per le sciocchezze che io non potrò mai nemmeno sperare di avere, e questo ne è l’esempio lampante.

Tutto ciò mi deprime notevolmente.

Letto su Daveblog.

Il falso mito delle lucertole 26 aprile 2006

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Quante volte ho sentito dire di una persona a cui piace stare al sole che è come una lucertola? Su questa similitudine, addirittura ci hanno fatto una fiaba.

Ebbene, si tratta di un mito fallace. Oggi, mentre mi trovavo davanti ad un PC a svolgere un lavoro noiosissimo, ho visto tutt’ad un tratto una lucertola sul muro dell’edificio di fronte a me. Questa lucertola, si è mossa sul muro, fino a fermarsi in una zona d’ombra sotto al davanzale di una finestra. “Possibile?” mi dico. Infatti, la lucertola, dopo aver indugiato per un po’ all’ombra, è ritornata nella zona battuta dal sole, ha gironzolato un po’, fino a che non si è fermata in un’altra zona d’ombra, di fianco al tubo di una grondaia. La lucertola è rimasta lì per almeno un paio di minuti, fino a quando non mi sono “distratto”… dopo pochi secondi, ho riguardato la lucertola, ma era già scomparsa.

Una cosa comunque è certa: non tutte le lucertole amano starsene perennemente al sole, ci sono anche lucertole “alternative”, che non seguono la massa e che hanno il coraggio delle proprie scelte.

Balle spaziali 25 aprile 2006

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Sto letteralmente divorando il libro di Asimov che ho appena acquistato, “Io, Robot”, una raccolta di racconti legati da un debole filo conduttore rappresentato dai protagonisti dei racconti… sembra quasi una serie televisiva in questo senso.

I racconti riguardano situazioni particolari in cui i protagonisti sono i robot, che rispondono alle tre Leggi della Robotica, e ai personaggi che interagiscono con loro in situazioni in cui diventa indispensabile capire certi comportamenti dei robot in base a queste tre Leggi.

Lo svolgimento dei racconti e la logica alla base sono affascinanti, e la prosa di Asimov si fa più asciutta rispetto ai suoi pur meritori romanzi, cosa che a me non dispiace affatto. Mi ha fatto piacere riscoprire questi racconti, questo libro lo lessi diversi anni fa (almeno una decina credo) prendendolo in prestito in biblioteca, ora lo possiedo e non mi sono pentito dell’acquisto.

Leggendo questi racconti, mi è venuto in mente che esiste un film con Will Smith dal titolo “Io, Robot”, che pretenderebbe di ispirarsi al bel libro di Asimov… ricordavo vagamente il trailer, e mi sembrava che non c’entrasse assolutamente nulla col libro, e, cercando sul Web, ho trovato la conferma a quanto sospettavo… sono cose che mi irritano profondamente. Tra l’altro, Susan Calvin, descritta da Asimov come una zitella all’incirca quarantenne, e nemmeno di bell’aspetto, in questo film è interpretata da una bella trentenne che ispira pensieri non esattamente metafisici o scientifici… penso che certe idee, tanto per rimanere in tema, meriterebbero l’oblio nell’iperspazio.

Squallid-issima!!! 24 aprile 2006

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Poco fa ho visto per l’ennesima volta la pubblicità di un’acqua minerale (quale acqua lo si può intuire dal titolo del post), dalla confezione piuttosto particolare. Infatti, non si trova in una normale bottiglia, ma in un contenitore di plastica che assomiglia ad una melanzana sformata, da cui l’acqua esce strizzando l’immondo oggetto.

Già questo mi perplime profondamente, ma la pubblicità fa ben di peggio. Si tratta di un cartone animato, in cui un gruppo di adolescenti si trastulla in piscina, quando un loro coetaneo dall’aria molto losca (il classico cattivo che lascia intuire di essere anche un po’ sfigato) pensa di fare uno scherzone al gruppetto (secondo me, il tipo tenta lo scherzo dopo essere stato respinto dai poveretti), e infatti, tira via il tappo dal fondo della piscina (manco fosse una vasca da bagno). Molto verosimilmente, da questo scherzo profondamente cretino ma in fondo innocente, si crea un mulinello di proporzioni immani, che rischia di inghiottire i malcapitati.

Ma per fortuna, il supereroe (un ganzo che va sempre in giro con la melanzana camuffata da bottiglia), si accorge della scena, e si trasforma in supereroe bevendo dall’informe contenitore (così come Pippo si trasforma in SuperPippo mangiando le noccioline). In realtà, più che in supereroe, si trasforma in un fiotto d’acqua, che non trova nulla di meglio da fare che sollevare di peso il cattivone sfigato, lanciarlo in aria fino a farlo arrivare nella stratosfera, per poi farlo ricadere con una precisione chirurgica da far invidia alle bombe intelligenti nel buco aperto della piscina, salvando così la marmaglia da un sicuro annegamento.

La scena si chiude con il ganzo che riceve i ringraziamenti dai superstiti, tra cui non poteva mancare la biondina innamorata del supereroe tornato normale. Per chiudere però la pubblicità nel modo più buonista possibile, anche il teppista si salva dall’annegamento, riuscendo ad emergere dal buco, in cui si era incastrato il suo fondoschiena dopo il volo nella stratosfera. Insomma, il solito finale intriso di melassa.

La cosa che non ho capito però è questa: se il teppista è emerso dal buco, com’è che non si riforma il mulinello?

Follia letteraria 24 aprile 2006

Posted by Lorenzo in Uncategorized.
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In un impeto di follia, oggi in pausa pranzo ho acquistato tre libri:

  • Io, Robot di Isaac Asimov
  • La svastica sul sole di Philip K. Dick
  • Un indovino mi disse di Tiziano Terzani

La follia non sta nell’aver acquistato i libri, ma sta nel fatto che non so quando li leggerò, visto che ultimamente il tempo a disposizione per la lettura è prossimo a zero…