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Al largo dagli investigatori improvvisati 29 maggio 2006

Posted by Lorenzo in Uncategorized.
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Nel mondo del giallo (letterario e televisivo), esistono sostanzialmente due tipi di investigatori: l’investigatore di professione (colui che svolge la professione in quanto appartenente alle forze dell’ordine o privatamente), e l’investigatore “dilettante”, che, pur non facendolo di mestiere, in base al proprio intuito e conoscenza della natura umana, riesce sempre a farla in barba sia agli assassini che agli investigatori “ufficiali”.

Alla prima categoria, appartengono personaggi come Hercule Poirot, Sherlock Holmes, il commissario Montalbano, mentre alla seconda categoria appartengono personaggi come Jessica Fletcher, Miss Marple o Don Matteo.

Una delle differenze tra le due categorie è che nel primo caso, in genere gli investigatori “ufficiali” vengono chiamati ad indagare in virtù della loro professione, mentre nel secondo caso, gli investigatori “dilettanti” devono per forza avere qualcosa a che fare col delitto, cioè devono essere presenti a vario titolo sulla scena del crimine.

Questo aspetto getta però un’ombra inquietante su questi investigatori dilettanti. Infatti, a pensarci bene, essi sono tra i più grossi menagrami della storia. Ovunque si trovino, questi personaggi hanno a che fare con morti ammazzati. Che si trovino a Cabot Cove, a St. Mary Mead o a Gubbio, nella quiete della loro tranquilla cittadina, oppure che si trovino per i più svariati motivi lontani dalle loro abituali residenze, essi si trascinano dietro una scia di sangue impressionante.

La cosa bella è che tutto ciò non viene considerato strano dai loro concittadini. In un paese normale, la gente avrebbe un certo timore ad avvicinare questi personaggi, a stare in loro compagnia, visto che potrebbero ritrovarsi ammazzati in un batter d’occhio per i più svariati motivi. E non è una grossa consolazione il fatto che questi investigatori dilettanti immancabilmente riescano a venire a capo dell’enigma. Anche perchè spesso, prima di riuscirci, avvengono altri omicidi.

Ma se i concittadini degli investigatori-menagrami non sono molto svegli, gli assassini sono davvero cretini: ma come, tu, assassino, sai che ammazzando una persona ti troverai tra i piedi questi irritanti investigatori e procedi lo stesso? E allora dillo che te la cerchi!

Paziente(?) attesa 24 maggio 2006

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Sono bloccato in casa poiché non riesco ad uscire in macchina, visto che, senza saperlo, una ditta di espurgo sta facendo il suo lavoro bloccando l’uscita per l’auto.

La cosa che mi fa arrabbiare è che se l’avessi saputo avrei provveduto in qualche modo. Quest’attesa è piuttosto irritante. E puzza.

Commercio d’opere 23 maggio 2006

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Ieri, di ritorno dal lavoro, sono passato dal centro commerciale giusto per fare un giretto. Passando vicino ad alcune mountain bike in offerta una ragazza straniera mi vede e mi chiede una consulenza su una bicicletta lì presente che voleva acquistare. Io, per quel poco che so sull’argomento, ho cercato di spiegarle un po’ di cose, e devo dire che è un’esperienza surreale cercare di far capire a una persona che a malapena conosce la tua lingua cose che a malapena conosco.

Ma evidentemente ispiro fiducia, poiché dopo un po’, mentre stavo dando un’occhiata ad alcuni abiti, un tizio che stava cercando un jeans Levi’s della sua misura, mi chiede se gli so dire a che misura “nostrana” corrispondeva la misura indicata sul paio di jeans che avevo in mano. Il tipo stavolta era italiano, ma avrei preferito parlare di biciclette… Comunque non mi sono perso d’animo, guardo i jeans, guardo le varie etichette alla ricerca dell’illuminazione, ma nulla. Dimenticavo che per ricevere l’illuminazione bisogna rivolgere gli occhi al cielo, e infatti in alto c’era una tabella di conversione tra i due tipi di misura. Il tipo evidentemente non aveva la vista di un’aquila.

Dopo queste esperienze quasi mistiche, ho fatto un giro esplorativo in mezzo ai libri, cosa che non mi faccio mai mancare anche se poi non acquisto nulla. Adocchio uno scaffale promozionale (uno di quegli orrendi cosi di plastica) con diversi libri. Guardo la prima fila, e vedo alcuni libri di un certo (se non ricordo male) Giacobbe, con titoli del tipo “Come evitare di farsi le seghe mentali” e altre amenità simili.

Incuriosito, guardo il resto dello scaffale: erano tutti libri che in qualche modo erano riconducibili al “Codice Da Vinci” di Dan Brown, con titoli del tipo “Il mistero della Gioconda”, “I segreti del Codice Da Vinci”, “Il Sacro Graal” e altri titoli simili. Non giurerei per nulla sull’esattezza dei titoli, ma il senso era quello. Tutto ciò ha rafforzato la mia decisione di non leggere il “Codice Da Vinci” e di non vedere il relativo film, ma pensavo di poter partecipare anch’io al parassitismo di queste operazioni commerciali con tre opere:

La Gioconda di begl’uomini si circonda“: la vera storia di Monna Lisa, che all’epoca sarebbe stata una nota cortigiana che ammaliò pure Leonardo, il quale, affascinato dalla donna, la ritrasse nel quadro destinato a diventare il più famoso esistente. Del resto, l’espressione soddisfatta della Gioconda dice tutto.

La paranoia dei Templari“: viene qui raccontato lo stato di prostrazione psicologica dei Templari, sfibrati dalla loro esistenza segreta e dal peso ed importanza dei segreti custoditi. L’episodio centrale racconta l’internamento in un centro di igiene mentale di due Cavalieri che, non riuscendo più a sostenere il disagio della loro esistenza piena di sotterfugi, vanno in giro raccontando tutto quanto, ma ovviamente sono presi per pazzi e quindi ricoverati

Il vero Codice Da Vinci“: un libro che offre una sconvolgente rivelazione sul vero contenuto del romanzo di Dan Brown. Il romanzo che ha venduto milioni di copie in tutto il globo, in realtà sarebbe un’immensa opera di crittografia scritta per celare le barzellette più sconce conosciute dall’autore, svelate in questo volume vietato ai minori di 18 anni.

Ora devo solamente trovare qualcuno che mi pubblichi.

Grazie Silvio! 21 maggio 2006

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E’ cosa nota ormai che, durante il voto di fiducia al Senato per il Governo Prodi, tutti i senatori a vita hanno votato la fiducia al Governo Prodi. Questa cosa non è andata giù agli esponenti di centro-destra, che hanno inscenato una vivace protesta (adoro utilizzare gli eufemismi) nei confronti dei “simpatici vecchietti”, fischiandoli e rivolgendo loro epiteti piuttosto forti, considerando il luogo (il Senato). Oggettivamente non è stata una bella scena, ma pazienza.

Però, come sempre, le parole più significative sono venute dal leader della Casa delle Libertà, Silvio Berlusconi, che ha definito il voto dei senatori a vita “immorale”. Bene, a seguito di questa definizione vorrei ringraziare pubblicamente il Cavaliere, non tanto per quello che ha detto, ma poiché ha fatto uscire allo scoperto il Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga, che ha scritto una lettera per rispondere dell’accusa di “immoralità” rivoltagli da Berlusconi.

Bene, questa lettera è una delle cose più divertenti che abbia letto nell’ultimo periodo. Grazie Silvio!

RAI. Di tutto, di più 20 maggio 2006

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Ho visto la pubblicità della RAI riguardante, credo, i mondiali di calcio prossimi venturi. Sicuramente la RAI ha pensato a questa pubblicità per far vedere che, nonostante non abbia acquisito i diritti per la trasmissione delle partite dei mondiali, si tratta di un’azienda sana e tecnologicamente all’avanguardia.

Ma veniamo alla pubblicità. Siamo su un tram, ovviamente pieno, che si trova ovviamente in mezzo al traffico, e che ovviamente rimane imbottigliato nel traffico, ovviamente mentre sta per iniziare una partita dei mondiali. Autista e passeggeri del tram sono ovviamente disperati, poiché non riusciranno a vedere la partita. Una cosa così originale non la vedevo dai tempi di Fantozzi che, assieme ai suoi colleghi, era stato costretto dal Mega Direttore Totale (o chi per lui) a vedere, durante la partita dell’Italia, l’ennesima replica della Corazzata Potemkin.

Comunque, in mezzo all’evidente disperazione di tutto l’autobus, si vede un’orribile vecchietta, di quelle che appena le vedi le aggrediresti a colpi di roncola, che, tutta soddisfatta e contenta, prende fuori dallo zaino un aggeggio per poter vedere la partita. Ora, in tempi in cui i grandi gruppi televisivi tendono a voler trasmettere i loro orridi contenuti pure nella tazza del cesso, ti aspetti che come minimo utilizzi un cellulare per poter vedere la partita. E invece, che ti tira fuori la vecchiaccia? Una televisione portatile da 7 o 8 pollici con tubo catodico e antennone, che risale come minimo ai tempi in cui Annibale attraversava le Alpi a cavallo di un elefante.

Il bello è che la gente lì attorno esulta come se avesse davanti uno schermo cinematografico, mentre la pubblicità finisce con la RAI che si vanta della propria arretratezza tecnologica. Mi chiedo chi è quella testa che ha pensato ad una pubblicità del genere, ma soprattutto mi chiedo chi ha approvato la messa in onda…

Scuse a tutta Italia, e a Kundera… 19 maggio 2006

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Quando ho creato il mio blog, ho pensato ad un titolo da dare alla mia creatura, e, siccome volevo parlare di sciocchezze, e di cose leggere, mi pareva che rielaborare a mio modo il titolo del famoso libro di Milan Kundera (che a me è parso davvero insostenibile, ma non per la sua leggerezza, infatti non l’ho mai terminato) fosse coerente con i contenuti del mio blog.

Bene, stamattina ho avuto l’illuminazione, cercare su Google il titolo originale del libro di Kundera per vedere in che posizione si attestava il mio blog. Ero convinto di dover perdere parecchio tempo per vedere dove si posizionava il mio blog, e invece ho appreso con orrore che è diciottesimo…

L’orrore non è dovuto tanto alla posizione del mio blog (sarei pure contento del posizionamento, molto contento), ma al fatto che mi immagino quella povera gente che cerca notizie sul romanzo di Kundera e che si ritrova sul mio blog cialtronesco… faccio fin da ora le mie più sentite scuse all’autore e a chi capitasse qui per sbaglio.

Schiaffo alla scienza 17 maggio 2006

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Sono indignato. Un esperimento partito a novembre 2004, e che sarebbe dovuto terminare nel novembre 2006, è stato terminato anzitempo dalla magistratura. Sono indignato poiché questo esperimento sarebbe stato decisivo per capire finalmente se l’utilizzo del telefono cellulare può causare danni alla salute. Mai avrei creduto di dover dare ragione a Berlusconi riguardo alla stolidità dei magistrati.

Ma andiamo con ordine. Nel novembre 2004, è partita la sperimentazione, che ha coinvolto un’unica persona. E’ stata scelta un’unica persona poiché, per la buona riuscita dell’esperimento, era necessario trovare qualcuno che facesse un utilizzo compulsivo del telefono cellulare, cioé che passasse ore ed ore al telefono durante la giornata. Alla fine, è stato scelto un noto dirigente di una squadra di calcio, che per l’ampiezza delle proprie conoscenze e per la rete di relazioni che aveva costruito negli anni, passava gran parte del proprio tempo al telefono.

La sperimentazione è partita, e la mole di dati raccolti faceva ben sperare. Pensate che la “cavia” faceva in media ben 416 chiamate al giorno! In otto mesi, aveva raggiunto la bellezza di 100.000 (centomila) telefonate! Insomma, la sperimentazione proseguiva davvero nel migliore dei modi, e gli autori della ricerca già speravano di dare un contributo fondamentale all’umanità.

Ma sul più bello, la magistratura ha deciso di intervenire, mettendo termine alla sperimentazione. Infatti, questi irresponsabili di magistrati, se ne sono infischiati dell’alto valore civile della sperimentazione, e hanno intercettato le telefonate del volontario, contestandogli quindi diversi reati connessi alla sua attività di dirigente sportivo. Tutto molto giusto, peccato però che, come sempre, la ricerca scientifica sia passata in secondo piano.

Che importanza può avere se questo soggetto condizionava gli arbitri? Da che mondo è mondo, tutti i tifosi se la sono sempre presa con l’arbitro, accusandolo di avere una moglie di facili costumi, e invece si è scoperto semplicemente che alcuni arbitri non avevano il problema della moglie ma della carriera… ora i tifosi dovranno aggiornare gli slogan! E poi, si è fatto un gran parlare dell’arbitro chiuso nello spogliatoio, ma nessuno dice che in realtà quell’arbitro voleva andarsene senza fare la doccia: che colpa ne ha il noto dirigente se non ha potuto far altro che chiuderlo dentro fino a quando l’arbitro non si è fatto la doccia? Ma nessuno pensa alla povera moglie dell’arbitro, che per una volta si è visto arrivare a casa il marito pulito e profumato? Ma non è finita qui, nessuno pensa alle conseguenze di un calcio senza più imbrogli? Ora i tifosi non avranno più scuse per giustificare la sconfitta della propria squadra, dovranno semplicemente ammettere che la squadra avversaria è più forte: secondo me i tifosi italiani non ne saranno mai capaci.

La cosa più importante però è che, davanti al sapere e al progredire della scienza e delle conoscenza, si è preferito dare precedenza a queste questioni da quattro soldi (ok, i soldi sono un po’ più di quattro, ma non è questo che importa). Se invece l’esperimento fosse stato portato a termine con successo e senza nessuna conseguenza per il soggetto che si è prestato all’esperimento, avremmo la certezza che il cellulare non causa danni alla salute.

Ritorno a casa 15 maggio 2006

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Stasera, verso le 19:30, salgo in macchina per farmi i 25km del tragitto dal lavoro verso casa. Come al solito, attacco la radio su Play Radio, dove a quell’ora c’è una simpatica trasmissione, una delle mie preferite, Citofonare Play con Flavia e la Giada.

Il problema è che da circa una settimana le frequenze di Play Radio in terra reggiana devono avere qualche problema, poiché la mia radio riceve questa stazione con diversi problemi, solo che stasera i problemi erano maggiori del solito, per cui ho dovuto trafficare manualmente sulla radio per sintonizzarmi finalmente sulla trasmissione. Insomma, un pericolo pubblico per chi circolava intorno a me a quell’ora, visto che queste operazioni le ho fatte mentre ero in marcia.

Ma veniamo alla trasmissione. Flavia e la Giada hanno dato una notizia (di cui purtroppo non ho trovato riferimenti sul Web) che mi ha colpito: alcuni dipendenti di una nota compagnia aerea statunitense di cui non ricordo il nome, sono diventati milionari grazie al valore acquisito negli anni dalle azioni (le cosidette “stock-option”) della società in questione. Il bello è che questi dipendenti, non hanno pensato di lasciare la società e godersi il malloppo in qualche località esotica, ma per gratitudine, continuano a svolgere lavoro dipendente presso la stessa azienda. Devo ancora capire se sono un raro esempio di onestà, umiltà e gratitudine, o se sono dei deficienti.

Da quello che hanno detto Flavia e la Giada, questa compagnia è (o era) conosciuta per la propria immagine sexy, poiché le hostess lavorano in hot pants, i bagni sono molto spaziosi (immagino per gli appartenenti al “club dei 10.000”), e cose di questo genere, e ironizzavano sul fatto che, essendo questi (o queste) dipendenti non più di primo pelo, l’immagine della società non è più così sexy.

Ecco, io mi sono subito immaginato le dipendenti ottuagenarie che ancheggiano lungo l’aereo in hot pants, gemendo ad ogni “mossa” per l’artrite, e che, piegandosi per versare il caffè ai viaggiatori, rimangono bloccate per un colpo della strega fulminante.

Non sono cose da pensare mentre si sta guidando.

Come raggiungere il Nirvana 10 maggio 2006

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Tramite questo post, voglio spiegare all’intera comunità mondiale com’è possibile ottenere la serenità interiore, raggiungere l’Illuminazione che ha raggiunto Buddha, detto appunto l’Illuminato. La mia modestia mi obbliga a non accettare nessun compenso per questo immenso servizio reso all’umanità, ma se proprio non potete farne a meno, accetterò volentieri inviti a pranzo in costosi ristoranti. Porzioni gustose ed abbondanti per favore.

Il primo passo per raggiungere il Nirvana, consiste nel diventare un personaggio di discreta fama e potere, una persona di cui i giornali parlino proprio in virtù del potere detenuto. Una volta raggiunta questa posizione di potere, è assolutamente indispensabile fare qualche azione disonesta, tipo attingere da fondi non propri, oppure usare il proprio potere per ottenere favori per sé o per altre persone, o cose di questo tipo.

Ma non è finita qui. Non voglio assolutamente far passare l’idea che per essere felici sia necessario essere ricchi, potenti e disonesti (o presunti tali), ma è una condizione indispensabile. Per poter arrivare all’Illuminazione, manca l’ultimo passaggio, il più importante: essere indagati per le proprie malefatte (vere o presunte), e fare in modo che i media a livello nazionale si occupino in qualche modo di queste indagini.

Queste potranno sembrare solamente stupidaggini scritte da un pietoso caso umano (io) colpito da una forma precoce di demenza senile, ma basta seguire le dichiarazioni di tutti i personaggi importanti che a qualsiasi titolo vengano indagati da una qualsivoglia Procura italiana. Tutti, nessuno escluso, dichiarano: “sono sereno“.

Non può essere un caso che così tante persone importanti, di fronte alla notizia che una Procura sta svolgendo indagini sul proprio conto, reagiscano tutte allo stesso modo. Evidentemente questo insieme di fattori porta alla felicità. Io che non sono ricco e non sono famoso, se ricevessi un avviso di garanzia avrei la stessa reazione che potrei avere in seguito all’assunzione di un’intera boccetta di Guttalax, mentre queste persone ricche e potenti hanno il privilegio di poter raggiungere l’Illuminazione.

Non è da escludere che alcuni di questi Illuminati vengano poi effettivamente processati o anche condannati, ma in tal caso, potranno dire che, per un certo periodo della loro vita, sono stati veramente felici. Non è da tutti.

Antico come la… 9 maggio 2006

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Stamattina in radio stavo involontariamente ascoltando le notizie finanziarie, che mi hanno edotto sul cambio euro-dollaro: 1 euro vale 1,26 dollari, o giù di lì.

Circa un anno fa
Agente assicurativo: guarda, io ti consiglio di investire in dollari, abbiamo un prodotto che ti permette di comprare dollari e di guadagnarci, visto che sicuramente il cambio euro-dollaro scenderà, potrebbe scendere anche a 1,15, è un’occasione da non perdere secondo me.

Questo mi diceva (forse) il mio agente assicurativo circa un anno fa. Ora, siccome io di economia non capisco assolutamente nulla, può essere che abbia scritto una grossa stupidata in questo flashback, ma una cosa la ricordo bene, più il cambio euro-dollaro andava a vantaggio del dollaro, più io avrei guadagnato.

Per fortuna, una volta tanto ho dato ascolto alla mia vocina che mi diceva di non fidarmi del mellifluo assicuratore, infatti, nell’ultimo anno, l’euro si è rafforzato sul dollaro. Ma la cosa che più mi ha colpito di questa vicenda è il fatto che ancora non ho capito come sia possibile che i soldi generino soldi, in una sorta di mostruosa autogenesi.

Io questo processo me lo immagino come la riproduzione di una creatura immonda, che partorisce un altro se stesso senza che sia avvenuta la fecondazione (anche perchè la creatura è talmente schifosa che nessuno si accoppierebbe con una tal discarica ambulante), nutrendosi tramite fagocitazione di chi vede questa creatura non come un essere immondo ma come una divinità da adorare.

Chissà se ho digerito male o se semplicemente dovrei vivere in un’altra epoca…