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Schiaffo alla scienza 17 maggio 2006

Posted by Lorenzo in Uncategorized.
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Sono indignato. Un esperimento partito a novembre 2004, e che sarebbe dovuto terminare nel novembre 2006, è stato terminato anzitempo dalla magistratura. Sono indignato poiché questo esperimento sarebbe stato decisivo per capire finalmente se l’utilizzo del telefono cellulare può causare danni alla salute. Mai avrei creduto di dover dare ragione a Berlusconi riguardo alla stolidità dei magistrati.

Ma andiamo con ordine. Nel novembre 2004, è partita la sperimentazione, che ha coinvolto un’unica persona. E’ stata scelta un’unica persona poiché, per la buona riuscita dell’esperimento, era necessario trovare qualcuno che facesse un utilizzo compulsivo del telefono cellulare, cioé che passasse ore ed ore al telefono durante la giornata. Alla fine, è stato scelto un noto dirigente di una squadra di calcio, che per l’ampiezza delle proprie conoscenze e per la rete di relazioni che aveva costruito negli anni, passava gran parte del proprio tempo al telefono.

La sperimentazione è partita, e la mole di dati raccolti faceva ben sperare. Pensate che la “cavia” faceva in media ben 416 chiamate al giorno! In otto mesi, aveva raggiunto la bellezza di 100.000 (centomila) telefonate! Insomma, la sperimentazione proseguiva davvero nel migliore dei modi, e gli autori della ricerca già speravano di dare un contributo fondamentale all’umanità.

Ma sul più bello, la magistratura ha deciso di intervenire, mettendo termine alla sperimentazione. Infatti, questi irresponsabili di magistrati, se ne sono infischiati dell’alto valore civile della sperimentazione, e hanno intercettato le telefonate del volontario, contestandogli quindi diversi reati connessi alla sua attività di dirigente sportivo. Tutto molto giusto, peccato però che, come sempre, la ricerca scientifica sia passata in secondo piano.

Che importanza può avere se questo soggetto condizionava gli arbitri? Da che mondo è mondo, tutti i tifosi se la sono sempre presa con l’arbitro, accusandolo di avere una moglie di facili costumi, e invece si è scoperto semplicemente che alcuni arbitri non avevano il problema della moglie ma della carriera… ora i tifosi dovranno aggiornare gli slogan! E poi, si è fatto un gran parlare dell’arbitro chiuso nello spogliatoio, ma nessuno dice che in realtà quell’arbitro voleva andarsene senza fare la doccia: che colpa ne ha il noto dirigente se non ha potuto far altro che chiuderlo dentro fino a quando l’arbitro non si è fatto la doccia? Ma nessuno pensa alla povera moglie dell’arbitro, che per una volta si è visto arrivare a casa il marito pulito e profumato? Ma non è finita qui, nessuno pensa alle conseguenze di un calcio senza più imbrogli? Ora i tifosi non avranno più scuse per giustificare la sconfitta della propria squadra, dovranno semplicemente ammettere che la squadra avversaria è più forte: secondo me i tifosi italiani non ne saranno mai capaci.

La cosa più importante però è che, davanti al sapere e al progredire della scienza e delle conoscenza, si è preferito dare precedenza a queste questioni da quattro soldi (ok, i soldi sono un po’ più di quattro, ma non è questo che importa). Se invece l’esperimento fosse stato portato a termine con successo e senza nessuna conseguenza per il soggetto che si è prestato all’esperimento, avremmo la certezza che il cellulare non causa danni alla salute.

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